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Nella gestione dei pazienti oncologici che si sottopongono a interventi chirurgici per cancro del cavo orale, la valutazione della vitalità pulpare dei denti adiacenti al sito operatorio rappresenta una delle sfide diagnostiche più delicate. Procedure come la mandibulotomia e la mandibulectomia alterano profondamente l’ambiente tessutale perioperatorio, sollevando interrogativi legittimi sull’integrità della polpa dei denti limitrofi. In questo scenario, disporre di uno strumento di monitoraggio affidabile e riproducibile diventa fondamentale per una corretta pianificazione terapeutica e per la prevenzione delle complicanze post-chirurgiche. È proprio in questo ambito che il vitalometro Parkell Digitest 3 ha dimostrato la propria utilità clinica.

In questo articolo analizzeremo l’impatto dei trattamenti per il cancro orale sulla salute dentale, il ruolo del test di vitalità pulpare nel follow-up post-chirurgico e le implicazioni cliniche che emergono dagli studi pubblicati in letteratura.

Trattamenti per il cancro orale e conseguenze sulla vitalità dentale

Secondo il World Cancer Report, i tumori della testa e del collo rappresentano il settimo tipo di cancro più diffuso al mondo, con i tumori del cavo orale che costituiscono circa il 40% di tutti i casi . La chirurgia, spesso associata a radioterapia (RT) o chemioterapia (CT), rimane l’approccio terapeutico più comune. Le procedure chirurgiche principali sono due:

  • La mandibulotomia, che consente l’accesso ai tumori profondi della cavità orale posteriore e dell’orofaringe.
  • La mandibulectomia (segmentaria o marginale), che prevede la rimozione parziale della mandibola, richiedendo in alcuni casi l’inserimento di placche di ricostruzione per garantire la stabilità strutturale.

Sebbene queste procedure siano essenziali per il controllo oncologico, esse possono compromettere la vitalità dei denti localizzati in prossimità dei siti chirurgici. Questo rischio rende indispensabile un monitoraggio endodontico sistematico già dalla fase postoperatoria immediata.

Il ruolo del test di vitalità pulpare nei pazienti oncologici

Dopo un intervento oncologico maggiore, l’équipe odontoiatrica monitora attentamente la salute del cavo orale per prevenire complicanze. I denti adiacenti ai siti di mandibulectomia o mandibulotomia vengono solitamente valutati con un protocollo diagnostico in due fasi:

  • Il test al freddo (CPT), eseguito mediante un batuffolo di cotone imbevuto di spray refrigerante.
  • Il test di vitalità elettrica (EPT), applicato quando il test al freddo risulta dubbio o negativo, per misurare con maggiore precisione la risposta della polpa.

Questi due test si completano a vicenda e non andrebbero mai utilizzati in modo isolato. Uno studio recente ha confermato l’elevata specificità dell’EPT nella valutazione dei denti vitali (specificità = 0,93), mentre il CPT presenta una precisione moderata sia per i denti vitali (specificità = 0,84) che per quelli non vitali (sensibilità = 0,87). Questa complementarità diagnostica giustifica l’adozione sistematica di entrambe le metodiche in combinazione.

I dati dello studio: vitalità dentale dopo chirurgia oncologica

La Scuola di Odontoiatria e l’Istituto di Otorinolaringoiatria del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma hanno pubblicato congiuntamente uno studio su una serie di casi che ha coinvolto 14 pazienti trattati per cancro orale tra il 2017 e il 2022. Complessivamente, 23 denti sono stati valutati mediante test al freddo e test elettrico di vitalità pulpare, entrambi eseguiti con il Digitest 3.

I principali risultati emersi sono i seguenti:

  • Il 65,2% dei denti ha mostrato una risposta negativa ai test di sensibilità.
  • In caso di risposta negativa al test al freddo, è stato sistematicamente eseguito l’EPT.
  • Non è stata rilevata alcuna differenza significativa tra il gruppo mandibulectomia e il gruppo mandibulotomia.
  • Al follow-up, 9 denti su 15 non vitali hanno richiesto un trattamento: 6 sono stati sottoposti a terapia canalare, mentre 3 sono stati estratti — tutti con risposta negativa ai test di sensibilità.

Questi dati confermano che il trauma chirurgico incide in modo rilevante sulla vitalità pulpare. Gli autori sottolineano inoltre la superiorità diagnostica dell’EPT rispetto al test al freddo, in particolare nei denti con obliterazione canalare e nei pazienti anziani. Tuttavia, vista la sua bassa sensibilità, l’EPT deve essere sempre associato al test al freddo per ottenere una valutazione completa e clinicamente affidabile.

Implicazioni cliniche per il professionista

La perdita di vitalità pulpare può dare origine a complicanze significative: parodontite apicale, ascessi dentali e ritardo nella guarigione dei siti chirurgici. Nei pazienti in trattamento per cancro orale, alcune strategie preventive meritano di essere prese in considerazione:

  • Un trattamento endodontico preventivo sui denti adiacenti al sito chirurgico, da effettuare prima dell’intervento, quando clinicamente indicato.
  • Un coordinamento stretto tra il chirurgo oncologo e il team odontoiatrico lungo tutto il percorso terapeutico.
  • L’utilizzo combinato del Digitest 3 e del test al freddo per una valutazione pulpare post-chirurgica coerente, precisa e riproducibile.

Queste misure proattive possono contribuire a ridurre il rischio di osteoradionecosi (ORN), una complicanza nota nei pazienti sottoposti a radioterapia.

Conclusioni

La perdita di vitalità dentale è un evento frequente nei pazienti operati per cancro del cavo orale, indipendentemente dalla tecnica chirurgica adottata. Lo studio del Policlinico A. Gemelli conferma che la necrosi pulpare rappresenta un riscontro comune dopo mandibulectomia e mandibulotomia, e che il trattamento endodontico preventivo può risultare indicato in un numero significativo di casi.

In questo contesto clinico complesso, il Digitest 3 si conferma uno strumento diagnostico di riferimento. La sua precisione nella valutazione della vitalità pulpare — in particolare nei denti con obliterazione canalare e nei pazienti anziani — lo rende un presidio indispensabile per garantire una gestione terapeutica più sicura e risultati a lungo termine più prevedibili.

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